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Foto: Wikimedia Commons (vedi pagina della fonte)
Borgo abbandonato
Giardino di Ninfa
Ninfa fu una città medievale ai piedi dei monti Lepini, abbandonata nel Seicento per la malaria. Sui suoi ruderi i Caetani hanno creato nel Novecento un giardino romantico, tra i più celebri al mondo, dove torri e chiese spuntano tra rose e corsi d'acqua.
Visitare
Prima di partire
- Come arrivare
- Nel comune di Cisterna di Latina, circa 70 km da Roma: via Appia o A1 uscita Valmontone, con indicazioni da Cisterna. In treno fino a Cisterna di Latina, poi taxi.
- La visita
- Circa un'ora e mezza; dal 2026 ci sono due percorsi tematici, sulla flora e sulle rovine.
- Quando andare
- La primavera, per le fioriture. In estate solo visite serali (venerdì, sabato e domenica).
- Da sapere
- Biglietto intorno ai 16 euro (21 per le visite al tramonto). I posti sono limitati: prenota per tempo sul sito della Fondazione Caetani.
Informazioni pratiche raccolte da fonti ufficiali e locali il 9 ottobre 2026. Orari e condizioni cambiano: verifica sempre prima di andare.
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Storia
Il giardino di Ninfa è un monumento naturale della Repubblica Italiana situato nel territorio del comune di Cisterna di Latina, al confine con Norma e Sermoneta. Si tratta di un tipico giardino all'inglese, iniziato da Gelasio Caetani nel 1921, nell'area della scomparsa cittadina medioevale di Ninfa, di cui oggi rimangono soltanto diversi ruderi, alcuni dei quali restaurati durante la creazione del giardino.
Il paese di Ninfa, il cui nome sembra derivare da un tempio di età classica dedicato alle ninfe, presente su un isolotto del piccolo lago, doveva esistere già durante l'epoca romana, ma si trattava di un piccolo centro agricolo. Durante la metà dell'VIII secolo papa Zaccaria ebbe in dono da Costantino V Copronimo, in segno di riconoscenza per aver contrastato l'avanzata dei Longobardi intercedendo presso il re Liutprando, vaste zone agricole nei pressi di Norma, dove era presente una tenuta di campagna. In questo periodo la via Appia e la via Severiana divennero impraticabili per via dell'avanzamento della palude e ciò comportò lo spostamento dei traffici commerciali sulla via pedemontana che transitava nei pressi di Ninfa: l'imposizione di un pedaggio a chiunque volesse utilizzare la strada si rivelò essere una fonte di ricchezza e ben presto Ninfa divenne un piccolo centro urbano, con numerose case e chiese.
Tra il X e l'XI secolo nonostante i territori appartenessero allo Stato Pontificio, i veri dominatori della zona furono i conti di Tuscolo; all'inizio del XII secolo papa Pasquale II ottenne nuovamente il controllo di Ninfa: nel 1116 attraverso il Pactum Ninfensium il borgo fu affidato agli stessi abitanti, in cambio di fedeltà alla chiesa, alcuni obblighi economici e l'ordine di abbattere le mura difensive.
Testo: Wikipedia · CC BY-SA 4.0
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