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Foto di Monterano

Foto: Livioandronico2013 · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Borgo abbandonato · fine Settecento

Monterano

Provincia di Roma, LazioVisitabile

Abbandonata dopo il saccheggio delle truppe francesi nel 1799, Monterano è una città di tufo immersa nei boschi a 50 km da Roma. Tra i ruderi restano l'acquedotto, il palazzo ducale e la fontana del leone di disegno berniniano: un set amatissimo dal cinema.

Visitare

Prima di partire

Come arrivare
Canale Monterano (Roma). Si lascia l'auto al parcheggio di Casale Persi e si cammina circa 800 metri fino all'acquedotto. Carta del parco all'ufficio della riserva in piazza Tubinga.
La visita
Un'ora e mezza per le rovine; il sentiero rosso (circa 4 km) collega la cascata della Diosilla, la solfatara e il borgo.
Quando andare
Primavera, con i pascoli fioriti, e autunno.
Da sapere
Ci sono trekking con guide e uscite a cavallo. Dopo la visita, le terme di Stigliano sono vicine.

Informazioni pratiche raccolte da fonti ufficiali e locali il 9 ottobre 2026. Orari e condizioni cambiano: verifica sempre prima di andare.

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Storia

Monterano (anche conosciuta come Antica Monterano o Monterano Vecchia; in latino quasi certamente Manturianum poi corrotto in Manturanum) è una città fantasma in Italia, situata nella provincia di Roma, nel territorio di Canale Monterano. Arroccata sulla spianata sommitale di un'altura tufacea, è attualmente inclusa nella Riserva naturale regionale Monterano. Le rovine dell'antico borgo, per la loro bellezza e la relativa vicinanza a Roma, sono state utilizzate come set per numerosi film sia italiani che stranieri.

Dal 1799 gli edifici di Monterano giacciono in uno stato di rovina che conferisce al luogo un grande fascino.

L'acquedotto, recentemente restaurato dalla Provincia di Roma, attraversava le colline ad est del borgo con un canale sotterraneo che emergeva in superficie nel tratto finale, valicando la valletta ai piedi del palazzo ducale con un'imponente struttura a doppie arcate ancora in ottimo stato di conservazione.

Ad est era la porta Romana, oggi poco visibile, che costituiva la via più rapida per entrare nell'abitato per chi proveniva dalla via Clodia e dunque da Roma; era protetta dalla mole del castello. A sud si apre la porta Gradella o Cretella ancora in buono stato di conservazione; da essa prende il via una strada pedonale lastricata con basoli romani probabilmente di spoglio utilizzata come via di comunicazione verso il fosso del Bicione e le miniere di zolfo. La porta di San Bonaventura ad ovest metteva in comunicazione l'abitato con il convento omonimo sito sul pianoro, subito all'esterno delle mura, ed era usata come porta principale del borgo, raggiungibile dalle due strade che cingevano a ferro di cavallo la rocca.

Testo: Wikipedia · CC BY-SA 4.0

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