Italia › Calabria › Motta Sant'Agata
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Borgo abbandonato
Motta Sant'Agata
Motta Sant'Agata, nota fino al 1400 come Sant'Agata di Reggio fu un centro abitato di rilevante importanza nella zona che oggi corrisponde alla provincia di Reggio Calabria. La sua distruzione avvenne a seguito del terremoto del 1783.
L’antica città di Sant’Agata era situata su una ristretta zona che si spianava sulla cima della rupe.
È difficile stabilire da chi e quando esattamente fu fondata. Alcuni storici tendono a far ricondurre il passato della città di Sant’Agata con la mitica Tisia (città conosciuta in epoca romana) ma ciò non trova tesi sostenibili. Sappiamo che era abitata sin dall’età greca e romana, grazie ad alcuni rinvenimenti archeologici (Tombe, Monete e ceramica).
Durante il medioevo soprattutto in seguito alle incursioni dei saraceni, fu rifugio contro le razzie degli arabi che riuscirono ad impossessarsi della città intorno al 921-924 e nel 976-977. Poche notizie si hanno per il periodo normanno e svevo, numerosi documenti invece ci informano sulle sue vicende nel periodo angioino, durante il quale fu immune al giogo feudale e godette dell’autonomia municipale anche se fu contrastata in ciò dai reggini durante il regno di Giovanna I. Negli ultimi anni della dominazione aragonese Sant’Agata ricadde sotto il regime feudale dal quale però si liberò presto. Da alcune pergamene del 1500 si evinceva che Sant’Agata fu municipio indipendente sia dalla vicina città di Reggio che da ogni altra signoria feudale.
La storia di Motta Sant’Agata si interruppe tragicamente alle ore 13:00 del 5 febbraio 1783, a causa del terribile terremoto che distrusse quasi completamente l’antica città. Un successivo decreto regio di Ferdinando II stabilì la ricostruzione del sito nella località attuale di Gallina.
Testo: Wikipedia · CC BY-SA 4.0
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